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REDATTORE SOCIALE 13 FEBBRAIO 2005
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IL JUDO? FACILITA LA CONOSCENZA CORPOREA E LO SVILUPPO PSICOMOTORIO.
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FIRENZE - Il judo, come pratica sportiva che favorisce la conoscenza corporea, lo scambio di relazioni, lo sviluppo psicomotorio. Circa 70 atleti con sindrome di Down e altre forme di disagio mentale insieme a 10 associazioni sportive da varie zone d’Italia (in particolare dal centro nord, Toscana, Veneto, Lombardia e Trentino Alto Adige) si riuniranno domani a Siena al Centro “Dojo Yudachi” per una manifestazione nazionale organizzata dall’associazione senese Le Bollicine. L’incontro, che proseguirà fino a domenica 13, nasce nell’ambito del progetto “Judo Down e altri”, promosso dall’Associazione italiana Sport Educazione (AISE). “Vuole essere un’occasione per riaffermare il valore dello sport e la sua importanza nell’affrontare problematiche di questo genere – commenta Letizia Cambi, vicepresidente de Le Bollicine –. Confrontarsi e conoscere esperienze diverse è fondamentale anche per gli istruttori delle associazioni, gli operatori e le famiglie dei ragazzi. Lo sport e la pratica sportiva –il judo in questo caso – non sono naturalmente intesi in senso agonistico, ma come strumenti per conoscersi, comunicare, interagire”. L’associazione di volontariato Le Bollicine, convenzionata con il comune di Siena, è attiva dal 1990, impegnata a coinvolgere nelle pratiche sportive e in attività di socializzazione persone con disabilità mentale, fisica, sensoriale. Gli atleti dell’associazione – cui aderiscono 100 soci, in gran parte familiari – hanno l’opportunità di impegnarsi nell’atletica leggera, nella vela, nell’equitazione, nello sci e da due anni anche nel judo, l’esperienza più recente, in cui sono coinvolte al momento otto persone.
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